Maria Teresa Sarno
 

L’incontro, e poi le affinità elettive di due ”scorpioni” come Luca e Valerie non potevano non portare che nel mondo degli inferi, nelle spazialità oscure della personalità per sondarne tutte le problematiche.

E’ commovente scoprire come essere così distanti e di diversa formazione e vissuto, possano riconoscersi e unirsi in una ricerca espressiva che, pur servendosi di linguaggi differenti, approda alle stesse mete simboliche e archetipiche. 

Nella Dodicesima Casa c’è la fine ma anche la forza della rinascita, la spinta a risalire verso la luce, una volta risolto tutto il lato oscuro; e questo bene esprime l’Ade di Luca, nella tensione di quel corpo proteso verso l’alto, nell’atto di spiccare il volo, che, pur nella sua imponente corporeità, sembra non sottostare più alla forza di gravità, ma soltanto all’energia dello spirito anelante a raggiungere la propria meta. 

Fermarsi a osservare le opere che scandiscono le tappe dell’intero percorso e scoprirne l’unicità di ispirazione, pur nella completa diversità della forma espressiva, è emozionante. 

Che dire di più? Il mondo degli inferi è il mondo del silenzio e della meditazione.

Ogni pensiero, ogni emozione espressa verbalmente nulla potrebbe aggiungere al profondo sentire che tali opere suggeriscono.

 

                                                                   Architetto  Maria Teresa Sarno, Massenzio Arte   

 
 

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