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L’incontro, e poi le affinità elettive di due
”scorpioni” come Luca e Valerie non potevano non
portare che nel mondo degli inferi, nelle spazialità
oscure della personalità per sondarne tutte le
problematiche.
E’ commovente scoprire come essere così distanti e
di diversa formazione e vissuto, possano
riconoscersi e unirsi in una ricerca espressiva che,
pur servendosi di linguaggi differenti, approda alle
stesse mete simboliche e archetipiche.
Nella Dodicesima Casa c’è la fine ma anche la forza
della rinascita, la spinta a risalire verso la luce,
una volta risolto tutto il lato oscuro; e questo
bene esprime l’Ade di Luca, nella tensione di quel
corpo proteso verso l’alto, nell’atto di spiccare il
volo, che, pur nella sua imponente corporeità,
sembra non sottostare più alla forza di gravità, ma
soltanto all’energia dello spirito anelante a
raggiungere la propria meta.
Fermarsi a osservare le opere che scandiscono le
tappe dell’intero percorso e scoprirne l’unicità di
ispirazione, pur nella completa diversità della
forma espressiva, è emozionante.
Che dire di più? Il mondo degli inferi è il mondo
del silenzio e della meditazione.
Ogni pensiero, ogni emozione espressa verbalmente
nulla potrebbe aggiungere al profondo sentire che
tali opere suggeriscono.
Architetto
Maria Teresa Sarno, Massenzio Arte |