Che lo sappia o meno, che lo voglia o non lo voglia è nostra convinzione che meta dell'essere umano sia l'Assoluto, che questo ne costituisca inoltre l'origine e l'essenza più intima e profonda.
E che ad ogni strada, per quanto tortuosa e inusuale, debba essere riconosciuta la valenza di mistero iniziatico.
In questo percorso in cui l'identit
à si spoglia gradualmente fino a riconoscersi nell' Ineffabile, la consapevolezza compie un movimento di discesa dentro di sé rendendosi accessibile all'Infinito nella misura in cui si dispone ad accoglierlo.
Tale disposizione
è frutto di una scelta.
Attingendo da testi della tradizione mitologica e religiosa il simbolismo di vicende quali il rapimento di Persefone, la preghiera del Cristo sul monte degli Ulivi e Ulisse legato all'albero della nave, abbiamo indagato il momento in cui l'individualit
à viene provata, la volontà frustrata e l'intelletto ottenebrato, da ciò che supera incommensurabilmente ogni facoltà umana.
Proseguendo poi nella rappresentazione  dell'elevazione mistica di una danza, e della maturazione del frutto della rinascita e del dono di s
é, abbiamo volto lo sguardo nella direzione, e nell'augurio per noi e per lo spettatore, che nel cuore di una simile prova possa maturare un' incrollabile, libera e trasfigurante scelta di fede, e amore, per ciò che ci ha originato e che incessantemente ci richiama a sé,
vita dopo vita,
morte dopo morte,
identit
à dietro identità
e velo sotto velo.
E che una luce nascosta, dapprima ignorata, poi anelata, e infine trovata, illumini in tanta oscurit
à le stanze che conducono alla Soglia dell' Assoluto.
 
 

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