Gianluca Murasecchi 1/2
 
IniziAzioni
 
(Riflessioni sulle opere di Luca Zanchi e Valerie Honnart)
 
Casa dell essere, dellapparire e dello scomparire, del mutarsi, sciogliersi e riformarsi ciclico in nuove spoglie il cui prefigurarsi in vita è già acceso visibile tra gli spiragli dellanima desta nel suo giaciglio caduco, illuminata dagli spiragli dun intima attenzione ai fatti dello spirito, questo luogo è l incontro tra Valerie Honnart e Luca Zanchi.
Così corpi macilenti, o nel pieno vigore raggiungono e contengono aneliti diversi ma una medesima sorte, il passaggio al disfacimento, alla rivoluzione innovativa di altre esistenze di altre progressioni e visioni.  Atto creativo nato da un ispirazione tratta a volo duccello dall eccellenza di una determinata tradizione letteraria che va da s. Agostino, Euripide, s. Giovanni della Croce, Omero, Edgar Allan Poe, i profeti biblici, Edith Stein, Rabindranath Tagore, gli autori dei Vangeli, sino a  Virginia Woolf etc., in un corollario che sembra potersi intitolare come il libro scritto da Robert Pogue Harrison Il dominio dei Morti, tutto ciò lega in vita lungimirante il cammino di Valerie Honnart e Luca Zanchi, ciò inizia noi tutti ad un percorso di riflessione, immersione e dissoluzione nelle incandescenti temperature del metallo fuso e solidificato per atti graduali di alchimie, in proiezioni formali che già annunciano un alterazione instabile, nelle manifestazioni di velari, sindoni e frammenti di comparsa delle forme un attimo prima del dissolvimento.
Molte sono le stanze in questa casa interiore, molti moti e stasi ad intervalli precisi in questi corridoi invisibili, molti passi guidati in un aura malinconica già un tempo suggerita da una capitale incisione di Durer, eppure tutto è così leggibile, in quel suo mostrarsi formale dei corpi che l attraversano da indurre a cercare il nesso più profondo nel vuoto dentro e fuori i simulacri.
 
In posa evidente i veli di Maja dipinti da Valerie Honnart ci propongono appunto simulacri, richiami a radici, a stratificazioni di teschi, atti di dolore o preghiera, inabissamenti, ancora nel pieno di una vita maturata e in fioritura, i suoi soggetti si spengono con coloro acidi, in impasti talvolta duri e incompiuti o lievi, quasi serici come le stoffe su cui si giustappongono, in formati spesso ad altezza d uomo, simili a sindoni pur conducenti ad un trasparire che dal plexiglas ci inoltra sino ad una similitudine con la nostra fisicità pronta alla scomparsa pur quando sia inconsapevole del suo porsi in lotta per la sopravvivenza terrestre mentre in sincronia anela alla sfera celeste.
 
 
 

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